SERIE A - Pronostici e prospettive

Il campionato è alle porte e si prospetta una competizione equilibrata, forse la più equilibrata degli ultimi dieci anni. Questo equilibrio, però non ci deve illudere che la qualità della Serie A si sia alazata, anzi il livello è diventato mediocre e le squadre, impoverite da una pandemia senza fine, hanno preferito investire su allenatori carismatici, esperti e innovativi dato che non potevano rivoluzionare le rose. Così la palla passa dal campo alla panchina, dove si giocherà, effettivamente la sorte dello scudetto 2021-2022. Abbiamo una situazione abbastanza complessa, con molti rischi e poche certezze, i grandi nomi sono andati via (Lukaku, Hakimi, De Paul) o vogliono andarsene (Ronaldo, Vlahovic), sintomo di un’insofferenza per la mediocrità di un campionato che svilisce le doti offensive e la creatività di giocatori estrosi. Spesso si arriva a situazioni di insofferenza come quelle di Gomez con l’Atalanta, in cui la fantasia frustrata dai tattici porta ad atteggiamenti di ribellione e conseguentemente ad estromissioni (quello che poi è successo post, liti, risse, ecc., non ci riguarda e non dovrebbe minimamente succedere in un contesto calcistico).

Allora quest’anno, come non mai, la griglia di partenza sembra stravolta in virtù dei capovolgimenti sulle panchine, dato che i Messi di turno preferiscono andare a giocare le trasferte nelle ridenti cittadine francesi. Proviamo quindi a stilare una classifica ipotetica fino al settimo posto, ultimo valevole per un torneo europeo (Conference League), date le condizioni di partenza e il mercato non ancora terminato non saremmo stupiti se a maggio la situazione si rivelasse totalmente differente.


Griglia di Arrivo:


1) Juventus. Torna il generale Max, tanto criticato dai “bel giuochisti” ma che è ancora lì, cercato da mezza Europa e pronto a ripartire dalla Vecchia Signora. Gli investimenti sul mercato sono stati irrisori, ma è stato un bene vendere Frabotta e liberarsi di qualche giocatore di troppo come Kastanos (che in realtà più piccole possono dire la loro). L’arrivo di Locatelli permette sicuramente di alzare la qualità media a centrocampo, evitando che Bentancur metta piede in cabina di regia e il promettente Kaio Jorge può portare gol anche dalla panchina. Come sorpresa direi Bernardeschi, sembra centrato e in condizione, l’Europeo l’ha rivitalizzato, sembra tornato pimpante come tre anni fa, forse anche galvanizzato dalla crescita del compagno Chiesa, ormai, insieme alla difesa Bonucci—Chiellini, unica certezza dei bianconeri.


2) Napoli. Spalletti ci ha abituato a grandissimi campionati, secondi e terzi posti esaltanti e titolo sempre sfiorato per una manciata di punti. Il Napoli è attrezzato, servono solo meno infortuni per poter dare fastidio alle concorrenti. Mertens non è più di primissimo pelo, ma la qualità non si nasconde dietro l’età e Zielinski e Fabian Ruiz possono beneficiare del tecnico toscano, rischiando di arrivare in doppia cifra. La sorpresa sarà proprio Zielinski, che si può consacrare a livello internazionale. La certezza sembra essere Oshimen, ormai svezzato e in pieno recupero fisico. A tratti devastante…d’altronde De Laurentiis raramente sbaglia le prime punte.


3) Atalanta. Per molti è la favorita a vincere lo scudetto, avendo acquistato un portiere formidabile e puntellato la difesa con Demiral (pari livello di Romero?). Sicuramente non aver cambiato quasi niente consente di avere dei meccanismi già provati, l’unico handicap sembra essere nelle partenze a rilento, figlie di una preparazione atletica devastante che poi consente di aggredire gli avversari fino al 120’ anche a maggio. Il nome a sorpresa può essere Myranchuk, chiuso l’anno scorso, in rampa di lancio nel finale di stagione. Come Pasalic e Malinovsky dopo un primo anno di apprendistato può spiccare il volo.


4) Inter. Conte aveva capito tutto, problemi finanziari e poca lucidità, sembra essere tornata l’Inter di qualche anno fa, ma con un Marotta in più, in fase di mercato non si sbaglia mai. Dumfries è un ottimo acquisto, così come Dzeko. Serve un altro colpo da maestro di Beppe Marotta e poi Inzaghi potrà avere una rosa adatta per la rincorsa Champions. L’anno sarà difficile, ma non disastroso, grazie al passaggio da un 3-5-2 all’altro. La squadra è già forgiata e amalgamata, servirà non disperdere le energie in futilità. L’Inter è lì in pole sul


5) Milan. Vale lo stesso discorso fatto per l’Atalanta, la permanenza dell’allenatore fa molto, però la perdita di Donnarumma, qualche punto in meno lo piò portare. Chalanoglu non è insostituibile, dato anche il rendimento pessimo nella seconda parte di stagione. Il vero problema è Brahim Diaz, spesso troppo solista e innamorato del pallone per fare la giocata illuminante, con il 10 sulle spalle certi atteggiamenti non puoi permetterteli. Inoltre il suo rendimento è sempre stato altalenante, ci sono possibilità di vederlo titolare per tante partite? Sicuramente il Milan farebbe bene a puntare anche su un altro trequartista, che sia anche un colpo last minute. La sorpresa al momento è solo Giroud, che con il numero 9 sta già incantando…può essere il gigante francese in grado di sfatare il tabù relativo al 9 di Inzaghi? I presupposti dicono di sì. Ibra? Altra incognita. Nel Milan, purtroppo, squadra di grande sacrificio e abnegazione, ci sono troppe incognite perché si possa rifare il miracolo dell’anno scorso. Il quinto posto sarebbe un passo indietro, ma con più concorrenti validi, non è un risultato da buttare (siamo ad agosto e in 10 mesi succede di tutto, può anche darsi che il Milan vinca, ma ad oggi le sensazioni sono queste).


6) Roma. Il vero fiore all’occhiello del campionato sarà la Capitale divisa tra due maestri del calcio: Mourinho e Sarri, risultatismo vs bel giuoco. Mou ha voluto creare dei guerrieri e le prime uscite estive dimostrano che il suo compito già l’ha svolto egregiamente. In aggiunta ci sono dei talenti in erba come Abraham e Shomurodov pronti a dare il loro contributo alla causa. Manca ancora qualcosa, come un legante a centrocampo e un terzino di spinta inesauribile (in attesa del rientro di Spinazzola). Il colpo a sorpresa può essere Borja Mayoral, che dopo un anno di ambientamento può dire la sua, anche perché giovane, duttile e grintoso. La Roma resta un cantiere aperto e Mou, avrà da sperimentare prima di trovare la quadra, sempre che il povero Zaniolo possa esprimersi senza infortuni quest’anno.



7) Lazio. Sarri si è già inimicato mezza squadra cambiando modulo, Correa e Luis Alberto scontenti non sono un’ottima riuscita per il bene collettivo. Sebbene il secondo sembra essersi adattato alla nuova idea di calcio, il primo non ha celato la sua voglia di cambiare aria (magari direzione Inter) non essendo contento del ruolo di esterno d’attacco. Sarri ha puntato su Romero e Pedro che sembrano poter essere due certezze, oltre il Sergente Milinkovic-Savic. Muriqi è stato elogiato dall’allenatore, ma fino ad ora non ha ancora mostrato niente di concreto. In più Sarri impiega diverso tempo perché le sue squadre ingranino, questo può essere uno svantaggio se le altre dovessero iniziare già veloci. Per questo motivo il settimo posto sembra essere il risultato più abbordabile per questo primo anno.



Stefano

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