MESSI IN DISCUSSIONE

Aggiornamento: 16 set 2020

Sono ore calde, anzi, caldissime per il futuro di Lionel Messi. La situazione è in continua evoluzione e tutto può cambiare in pochissimo tempo: Pep Guardiola è stato avvistato a Barcellona, il signor Jorge Messi scoperto a rifiutare il PSG e novello proprietario di un appartamento a Milano.. Ci siamo tuffati in questo caos estivo in cerca di risposte sensate soppesando i pro e i contro di ogni possibile scelta della Pulce.

Buon divertimento!


BARCELLONA 35%


PRO

Pensare ad un Barcellona senza Messi, ad oggi sembra utopia. La Pulce e l’ambiente azulgrana sono nell’ideologia comune come le monadi di Leibnitz, un’entità inscindibile, psichica e fisica, da sempre antitetica all’atomismo democriteo del Real Madrid, in cui la collaborazione di più singoli crea il corpus della squadra. Un giocatore cresciuto e vissuto da sempre nell’ambiente catalano può solo giovare e trarre giovamento nonché linfa calcistica dalla squadra che lo ha lanciato. Questo non solo per una questione di habitat, ripensando al famoso milieu di Zola, ma anche per una questione puramente tattica: il 4-3-3. Sono anni ormai che Messi trova collocazione spaziale nello scacchiere immutato del Barcellona e riesce così ad esprimersi al meglio, avendo ormai ben oleato i meccanismi. Con questo schema di gioco è così a suo agio da poter modulare le forze a suo piacimento, così da ottimizzare le proprie energie (Vedere articolo sull’importanza della corsa nel calcio contemporaneo, https://www.eltrinche.org/post/quanto-la-corsa-influenza-il-risultato-analisi).

Inoltre conosce bene i suoi compagni di squadra, ci è cresciuto, ha gioito e sofferto con loro e viene considerato leader non solo tecnico ma anche psicologico di tutta la truppa. Riuscire a rendere al massimo in un contesto del genere è più agevole (non a caso in nazionale dove non regna la stessa tranquillità le prestazioni della Pulce non sono della stessa fattura).

Ennesimo punto a favore di questo matrimonio: si può abbandonare la nave mentre affonda? L’orgoglio personale e di un popolo intero che ti ha amato e ti ha incoronato come leggenda, non merita un riscatto dopo la bruciante sconfitta per 8-2?

CONTRO

Non è da trascurare, però, il fattore ambientale in senso anche negativo. É vero che Messi e il Barcellona sono un’entità unica, ma è anche vero che la storia rimane, ma gli uomini cambiano e non sempre è facile andare d’accordo con tutti. Specialmente se quel qualcuno, da quando è presidente, ha avviato un ciclo di scelleratezze a detrimento di una macchina fino ad allora perfetta. Quindi restare a Barcellona significherebbe anche trovare un compromesso con la proprietà che al momento pare essere impossibile. D’altro canto è anche vero che per la proprietà stessa Messi è un fattore di punta, ma anche un grave problema per l’importanza che ricopre all’interno del club, quindi per citare Caressa, sarebbe anche ora che “il Barcellona faccia un passo oltre Messi”. Questo tuffo nel vuoto, potrebbe portare nuove motivazioni alla squadra e anche allo stesso Messi, che, magari a 33 anni ha voglia di esperire nuovi lidi calcistici e non rimanere un “visconte dimezzato”, l’uomo che è riuscito ad essere la storia del calcio, ma solo nel Barcellona.

Infine, sarebbe la stessa storia restare in una squadra in via di smantellamento, senza il fido compagno Suarez?

MANCHESTER CITY 35%


PRO

E’ naturale che il primo pensiero sia Guardiola. La Pulce e l’allenatore catalano hanno dato vita ad una delle squadre più forti della storia ed il feeling tra i due è sempre stato ottimo. Pep ha continuato ad elogiare l’Argentino anche una volta abbandonato il nido ed ha già pronto per lui un sistema di gioco che ricalca di antichi successi (4-3-3 con grande libertà di movimento). Il City inoltre gli garantirebbe un progetto a lungo termine con eventuali due successive stagioni in MLS ai New York City FC, squadra che condivide propria la proprietà con i Citizens: non male un ritiro dorato nella città più importante al mondo… Messi però ha ancora tanto da dare al calcio che conta, e la sfida Premier, campionato al momento decisamente più competitivo degli altri, potrebbe stuzzicare i suoi desideri e definitivamente consacrarlo come il migliore di sempre. Ad attenderlo ci sarebbero ovviamente anche i grandi campioni (El Kun Aguero ha cambiato il suo nome su Instagram togliendo il numero 10..) che il City ha lentamente incasellato nelle sue fila alla ricerca di quella Champions che da esser miraggio potrebbe di colpo trasformarsi in realtà. La squadra sembra pronta, mancherebbe solo la punta di diamante…

CONTRO

Il calcio inglese ha dimostrato negli ultimi anni di essere il migliore al mondo proprio per i suoi ritmi elevati al limite del pensabile. Per un 33enne non sarebbe affatto facile confrontarsi con questi ragazzini indiavolati alla continua ricerca del pressing asfissiante. Il City ha già una quantità di talenti eccezionali ma che non hanno nel sacrificio la loro più grande qualità. Inoltre la pressione su di lui sarebbe enorme, una squadra con questo organico non può assolutamente mancare l’obbiettivo più importante: la coppa dalle grandi orecchie. Le difficoltà di ambientamento non sarebbero secondarie, pur avendo dalla sua Aguero, dovrebbe comprendere di non essere più l’assoluto leader della squadra, ma di doversi confrontare con altri campioni già fatti e assolutamente poco inclini alla sudditanza, e la barriera linguistica non aiuterebbe. Per chiudere, la società in questi anni ha già investito una quantità di risorse incalcolabili e il fair play finanziario pende sul collo come la spada di Damocle, a meno che non si decida di pagare anche per questo…

PSG 12%


PRO

Ma che trio sarebbe Mbappè, Neymar, Messi? Il Rosarino ritroverebbe l’amato brasiliano ed una squadra a trazione anteriore che vivrebbe dell’alchimia tra i tre fuoriclasse. Il modulo che Leo predilige è già rodato, le posizioni in attacco potrebbero continuamente variare (contando sul famoso falso nueve) durante la partita, facendo letteralmente impazzire le difese avversarie. Quest’anno la Champions era quasi arrivata, O Ney non ha saputo reggere la pressione nel momento più importante; che abbia bisogno ancora del fenomeno argentino per vincere tutto? I soldi non sono mai un problema e Parigi è una delle città più affascinanti del Mondo…

CONTRO

La Ligue 1 è, senza nascondersi dietro un dito, un campionato minore. Agli inglesi piace chiamarli ‘farmer league’ e non credo che Messi voglia trascorrere gli ultimi anni d’una carriera al di là di ogni limite umano disputando tornei mediocri e umanissimi. Tuchel poi non è di certo Guardiola o Klopp e lo ha dimostrato nelle recenti follie targate Champions League (Choupo-Moting preferito ad Icardi; il migliore in campo Di Maria tirato fuori dalla finale al 70’, eliminazione sfiorata con l’Atalanta). Una squadra con questo ipotetico attacco poi affronterebbe delle evidenti carenze in fase difensiva, vista anche la non eccelsa linea mediana e Thiago Silva, baluardo delle ultime 9 stagioni, appena liberato.


INTER 11%


PRO

Il sogno proibito. Gli Interisti di tutto il globo fremono nella speranza dell’arrivo di quello che apparirebbe come un messia (gioco di parole non voluto). Il suo innesto con il ritorno di Perisič potrebbe aprire a nuove possibilità tattiche che, a mio avviso, renderebbero l’Inter decisamente più competitiva, soprattutto in Europa. Porre fine al dominio di una Juventus invincibile da ben 9 stagioni e che vanta inoltre tra le sue file il rivale di sempre potrebbe giocare a favore della scelta. La serie A è un campionato in crescita e il suo appeal sta tornando ad essere quello di un tempo, le difese italiane sono poi universalmente riconosciute come le migliori, un’ulteriore sfida da non sottovalutare. Se questo non bastasse, Messi potrebbe avvantaggiarsi di alcune leggi fiscali che gli permetterebbero di risparmiare addirittura 20 milioni di euro all’anno di diritti di immagine pagando una tassa irrisoria. Si sa, l’Argentino è molto legato alla famiglia: suo padre ha già comprato casa a Milano e la città lombarda è da sempre la più amata dalle consorti dei calciatori per le tante possibilità, di svago e non, che offre. Sì, è un sogno ma uno di quelli che il colosso Suning può permettersi.



CONTRO

Il gioco dell’Inter è opposto a quello che Leo ha sempre professato. Il 3-5-2 non ha senso d’esistere con un fenomeno del genere in campo e Conte non sembra intenzionato a rivedere il suo credo. Ormai è un allenatore fatto e i suoi punti di forza e debolezza sono saldissimi e ben delineati: l’ex juventino fa della corsa e quantità il suo mantra e Leo è.. vabbè avete capito. Giocare di ripartenze e senza il pallino del gioco dimostra quanto l’Inter sia ancora una squadra non matura che difficilmente può aspirare a grandi trofei. Infine se la famiglia Zhang troverà l’operazione sostenibile non avrà occhi e soldi che per essa. La spesa sarebbe tale da bloccare tutto il mercato, soprattutto a lungo termine, e ovviamente ne risentirebbe.

FONTE: Calcioweb


MANCHESTER UNITED 3%


PRO

Il Manchester, sponda reds, è sicuramente sinonimo di storia, ambizione e potere, una squadra che negli anni ha dimostrato di essere un club top e con solidi basi finanziarie e non. Ha un progetto ben impostato, un’idea di calcio che, seppur in maniera embrionale, si sta intravedendo nelle ultime stagioni. Allora quale migliore occasione per Messi di riportare ai fasti gloriosi lo United? Sarebbe l’idolo indiscusso, il fenomeno della Premier League e il faro per i tanti giovani che vivono il sogno di giocare qui e vincere tanti trofei. Inoltre potrebbe aiutare Pogba nel suo infinito e sempre incompiuto processo di maturazione calcistica.

CONTRO

Ovviamente i contro sono esattamente gli stessi dei pro, però, visti in chiave negativa. La squadra è piena di giovani, non ha ancora la struttura e la maturità per poter competere a livello nazionale ed internazionale. Il problema può anche essere l’inesperienza dell’allenatore, che per quanto sia stato un grande giocatore, da quando ricopre questo nuovo ruolo è abituato a trattare da sempre solo con giovani calciatori. Lo United dopo Sir Alex ha risucchiato tanti talenti nella sua spirale di insuccessi e, per quanto il fascino della Premier sia un richiamo delle sirene, giocare in una squadra con poche chances di vittoria può frustrare ed intristire calciatori molto vulnerabili come solo i sudamericani sanno esserlo (vedere l’involuzione di un grande attaccante come Falcao dopo l’esperienza in un più che mediocre Manchester).

JUVENTUS 2%


PRO

Cosa c’è di più bello del poter vedere i migliori calciatori della nostra epoca duettare e pennellare calcio sui rettangoli di gioco della Serie A? La risposta a questa domanda è l’implicita spiegazione del perché Messi dovrebbe andare alla Juventus. Avrebbe la possibilità di essere compagno e contendente del suo eterno rivale, e potrebbe riuscire nell’impresa che nemmeno CR7 è riuscito a compiere: la Champions League. Per la Juventus ormai è diventata più che una maledizione, è qualcosa che sfiora la psicosi mistica ed avere due frecce così nella propria faretra, potrebbe essere l’unica maniera per frantumare questo tabù.

Inoltre Torino ti regala quella tranquillità fondamentale per poter lottare per i tuoi obiettivi e goderti la vita serena che vorresti senza troppe ingerenze sociali. Sarebbe un clima perfetto per poter continuare ad allenarsi e a credere e coltivare un progetto a lungo termine.

CONTRO

Le finanze della Juve sono state messe a dura prova dalla campagna acquisti degli scorsi anni e dai mancati introiti dello stadium di questa stagione, costringendo la società ad una sessione di calciomercato piuttosto morigerata. Siamo sicuri che un colpo come Messi possa essere buono in prospettiva finanziaria e non un tracollo assoluto per una società che ha sempre lavorato con intelligenza?

Dal punto di vista tecnico, il problema resta lo stesso: non solo economicamente è difficile gestire due stipendi come quello di CR7 e di Messi, ma anche tatticamente, c’è la possibilità di compatibilità tra i due? Entrambi sarebbero esonerati dal compito difensivo, costringendo tutta la squadra ad un lavoro doppio. Per Pirlo, attualmente, ancora un’incognita come mister, non si tratterebbe del lavoro più agevole per iniziare la carriera. Ma come spesso diceva Allegri, per un mister è un piacere avere problemi di gestione di così tanti campioni.


MLS 1%


PRO

Soldi e spettacolo, le due muse pronte ad ammaliare la Pulce in un possibile suo approdo in USA, oltre che la possibilità di vivere in città lussuose come Miami o LA. Ma come si dice da tempo, spesso questi richiami non sono sufficienti a convincere giocatori del calibro di Messi, la cui aura si alimenta di giocate e ovazioni più che di fatui e terreni effetti scenografici.

Tuttavia, così la MLS potrebbe attirare molti spettatori e godere di ottima reputazione diventando uno dei migliori campionati non europei, come successe già con l’approdo di Ibra. D’altronde, la MLS è da tempo in rampa di lancio, come dimostrano i tanti talenti emersi nel corso degli ultimi anni, basti pensare a Davies, Mckennie, Yedlin e Pulisic.

CONTRO

I contro sono gli stessi sempre elencati per tutti i giocatori che escono dai radar europei: scarsa visibilità ed una pensione d’oro che però può tramutarsi in una prigione senza via d’uscita.

REAL MADRID 1%


PRO

L’odio non scompare in una notte o forse sì? Ronaldo e Figo sono stati idoli blaugrana e poi proprio galacticos blancos.

Florentino Perez non ha mai temuto nulla e ha sempre trovato i fondi necessari per raggiungere i suoi obbiettivi. Messi dal canto suo usufruirebbe di una macchina già rodata: una squadra alla fine del suo ciclo ma ancora competitiva e pronta a vincere tutto, con al comando un generale eccezionale come Zidane. Fare meglio di CR7 nella sua Madrid sarebbe l’onta definitiva che lo consacrerebbe un gradino al di sopra del campione portoghese. Il fascino del proibito ha sempre avuto forte ascendente sull’essere umano, che non sia questa lucida follia ad avere infine la meglio…

CONTRO

Se l’incoerenza si lava a suon di Goal la diatriba indipendentista catalana non è sensibile alla stessa cura. Messi è stato baluardo di quell’orgoglio che da qualche anno sta dividendo la nazione spagnola e passare al nemico (senza rischiare di esagerare) lo consegnerebbe alla storia come il traditore. Il problema verrebbe probabilmente più che da Madrid da quello che è stata la sua seconda patria, città che ha creduto in lui e lo ha fatto crescere nel migliore dei modi possibili.

NEWELL’S OLD BOYS 0,1%


PRO

Il sogno di ogni romantico non solo rosarino. Tornare a casa nelle veci di salvatore della patria, nella città in cui il calcio è religione è un’ipotesi così affascinante da non poterla scartare a priori. I leprosos vogliono poter urlare ‘Newell’s carajo Newell’sssss’ (ne parliamo nell’articolo su el loco Bielsa, https://www.eltrinche.org/post/l-ordinariet%C3%A0-della-follia-el-loco-bielsa) di nuovo a pieni polmoni e vista la metà classifica in cui da troppo tempo aleggiano non può che essere lui ad invertirne le sorti. Non aiuterebbe solo Rosario ma tutto il movimento calcistico argentino. Qui davvero è voluto il MESSIA.

CONTRO

Il campionato argentino non è proprio il massimo del competitivo per uno che domina sui campi europei, il suo stipendio sarebbe da ‘fame’ in confronto a quanto prende e potrebbe continuare a prendere altrove ed infine la squadra è assolutamente mediocre. Ma, se esistono ancora le scelte del cuore che la ragione non può comprendere, questa è l’unica possibile.

LAZIO SOGNO


Avete presente la scommessa di Pascal su Dio? Esattamente, con Messi alla Lazio non si sbaglia mai, chi ci scommette ha sempre vinto, non importano i problemi strutturali, economici e la politica di gestione delle finanze, o il 3-5-2, vai a giocare nella città eterna, dove tutti i più grandi uomini hanno lasciato un segno della loro venuta. Messi il nuovo imperatore di Roma.



A cura di Stefano Coropulis ed Andreas D'Agosto.

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