Breve guida al calcio londinese (1)

Anche se il calcio ha trovato il suo terreno d’elezione nell’asfalto irregolare delle metropoli sudamericane non ha mai dimenticato che le sue profonde radici affondano in Gran Bretagna. Prova ne è il nuovo slancio vitale che sta animando la Premier League, al momento senza alcun dubbio il migliore campionato del Mondo. Ma per comprendere realmente questo indissolubile legame tra il Football e la terra d’Albione è necessaria una ricerca che prenda ad oggetto il cuore pulsante dell’intera isola, Londra. La capitale inglese come tutte le grandi città è figlia di insopprimibili differenze, terribili disuguaglianze e precise identità spesso in conflitto tra loro. Nella seconda metà dell’Ottocento, al primo fiorire del fenomeno calcistico, queste microculture rionali hanno generato con orgoglio la propria squadra marcando così definitivamente la propria appartenenza ad microcosmo definito, opposto a tutti gli altri. Molte delle piccole squadre che videro allora la luce continuano a rappresentare un pacifico simbolo di distinzione tra essere umani che sposano differenti stili di vita, consegnando così allo stemma societario un alone mistico e purissimo, inamovibile centro di gravitazione intorno al quale tutti i tifosi organizzano e ricordano il proprio esserci. È così che nascono festività e riti pagani come il st. Totteringham’s day, festa nazionale per i tifosi dei Gunners che cade nel giorno dell’anno in cui gli Spurs saranno matematicamente dietro di loro in campionato, o di contro il st. Hotspur day, questo con data certa, il 14 aprile, nel quale si festeggia la vittoria per 3-1 in semifinale di FA cup del 1991 propiziata da Gazza Gascoigne proprio contro i rivali in rosso e bianco.


Prima di addentrarci nelle singole rivalità è bene però ripercorrere brevemente la genesi dei 14 club londinesi, seguendo l’ordine proprio della Storia, il tempo.

(le sedi delle 9 squadre di Londra che militano in Premier e Championship. Per visualizzare su Mappa le posizioni di tutti i club di Londra, fare riferimento alla mappa della Blog Homepage).


Fulham

Fondato nel 1879 dai fedeli della Chiesa Anglicana di St. Andrews nel West Kensington, il Fulham è la squadra londinese più antica. Nel 1896 guadagnano il loro soprannome ‘The Cottegers’ trasferendosi nello stadio di Craven Cottage, antico luogo di villeggiatura del Barone William Craven. Il loro quartiere d’origine è uno dei più esclusivi di Londra e questo si riflette ovviamente direttamente sulla tifoseria. La maggior parte dei supporters sono infatti borghesi e ben pochi hanno un’estrazione popolare. Non a caso la loro curva è ironicamente etichettata come la più silenziosa della Premier League, sempre composta e fedele agli ideali ‘Fulhamish’. Tra questi vi sono un certo rispetto di fondo per gli avversari, un selfhumor generato da anni di delusioni sintetizzato nel motto ‘it’s just football’ e l’amore per l’estetica del gioco più che per la vittoria. Esempio perfetto del loro atteggiamento sereno e bonario è la reazione alla retrocessione in Championship del 2014 ove tributarono un’ovazione alla loro squadra e festeggiarono comunque la fine della stagione come se avessero vinto il titolo.

(George Best con la maglia dei Cottegers)


Leyton Orient

Nato da una costola del Glyn Cricket Club nel 1881, il Leyton ha sempre avuto vita difficile. Relegato nelle serie minori del calcio inglese ha disputato un solo campionato in First Division nel 1962-63, chiudendo la stagione in zona retrocessione. Deve il suo secondo nome ‘Orient’ alla proposta di uno dei suoi giocatori che lavorava nella ‘Orient Shipping Line’. Il club è originario di east London, così il nome sembrò particolarmente appropriato. La tradizione centenaria della società è fonte inesauribile di orgoglio per i tifosi, dimostratisi sempre fedelissimi in tutte le vicissitudini occorse in oltre un secolo di storia. Harry Kane ha debuttato proprio con la maglia rossa e non ha dimenticato il suo primo passo. Il legame con gli O’s infatti è ancora saldo, l’attaccante ha acquistato nell’ultima stagione i diritti di sponsorizzazione sulle loro divise in collaborazione con alcuni enti benefici. Negli ultimi anni la scellerata gestione di un imprenditore italiano di dubbia onestà, Francesco Becchetti, li ha costretti all’umiliante retrocessione in non-league, ovvero nei campionati non professionistici. Nel 2017 la proprietà è passata a Nigel Travis, ceo di Dunkin’ Brands fino al 2018 e tifoso degli O’s da tutta la vita. L’Orient è tornato tra i professionisti ed i tifosi sperano che questa volta la Premier League possa divenire più di un lontano sogno.


Tottenham

Fondato nel 1882 da alcuni studenti di grammatica e dal loro maestro della All Allows Church, nasce con il solo nome di Hotspur (sperone di fuoco), soprannome di Henry Percy, un cavaliere che si ribellò ad Enrico IV. Pochi anni più tardi si aggiunse quello del quartiere di origine per un caso di omonimia con un’altra squadra. Agli inizi del '900 molti ebrei si trasferirono nella zona nord est di Londra, identificandosi lentamente con gli Hotspur. Questo legame con il popolo eletto continua ad essere molto forte anche se i supporters ebrei non sono ormai che una piccola percentuale. Negli anni '70 quando la violenza iniziò ad insinuarsi negli stadi inglesi i tifosi avversari presero di mira questa loro appartenenza ‘razziale’. Gli insulti Yid, Yiddo (ebreo yiddish) vennero trasformati dai Coys ('come on you Spurs') in un simbolo di appartenenza, sfoggiando sempre più spesso nomi quali Yid Army (esercito ebraico) o canti come ‘Being a Yid’. Ormai Yid è diventato sinonimo di giocatore o tifoso degli Spurs, perdendo del tutto il suo significato razziale. La simbologia ebraica è entrata di diritto nella cultura del club ed spesso è possibile intravedere bandiere con la stella di Davide sugli spalti. Il club sta guadagnando fama in tutto il Mondo, complici la costruzione di uno stadio avveniristico e la finale di Champions League disputata nel 2019. Il presidente Levy, ironicamente ebreo, sta lavorando al meglio per poter dare ai Coys un futuro glorioso e poter finalmente riconquistare il titolo di campione d’Inghilterra che manca da ben 60 anni.


Millwall

L’origine dei Lions risale al 1885 quando i dipendenti della J.T. Morton, un’azienda situata a Millwall precisamente sull’Isle of Dogs, nell’east di Londra, decisero di creare una loro squadra di calcio. I primi dipendenti erano quasi tutti Scozzesi, così come la famiglia proprietaria dell’industria. Questa appartenenza segnerà i primi anni della loro storia. I risultati non sono mai stati entusiasmanti, i giorni gloriosi si riassumono in una sola stagione in first division e una folle finale di FA cup nel 2004. Più che altro il Millwall si è distinto negli anni più bui del calcio inglese per la fama dei suoi ‘Hooligans’. Dalle frange della prima firm (organizzazione al limite del paramilitare) F-troop nacquero i Bushwackers, ancora più violenti e sprezzanti del pericolo. Il loro nome risale ad un gruppo militare che tendeva agguati durante la guerra civile americana. Sono tutt’ora ricordati per aver inventato il ‘Millwall brick’, un’arma bianca creata da semplici giornali accartocciati. Parte di questa nomea non trae però origine solamente da eventi storici ma anche da un subdolo atteggiamento di avversione della stampa britannica nei confronti della working class che da sempre sostiene i Leoni. La maggioranza dei tifosi del Millwall ha infatti un’estrazione sociale popolare, molto facile da attaccare e altrettanto facile da esorcizzare. Negli anni the Lions hanno imparato a convivere con questo disprezzo generale e ne hanno fatto un motivo di orgoglio. Uno dei loro canti più famosi è infatti ‘No one likes us’ (non piacciamo a nessuno).

https://youtube.com/watch?v=Ky4MldyKtKo


QPR

Fondato anch’esso nel 1885, nasce dalla fusione di due squadre st. Jude e Christchurch Rangers per volontà di un reverendo di west London, Gordon Young. L’aggiunta QP deriva dal fatto che i primi giocatori provenivano quasi tutti dal quartiere Queen’s park. La squadra ha avuto anni gloriosi, sfiorando anche la vittoria della first divisione nel 1976 con il grande Stan Bowles. Agli inizi del 2000 va incontro ad una crisi finanziaria che lo relega a continui alti e bassi. Ad oggi i soldi non mancano, ma i risultati ancora vacillano. Il QPR è stato per decenni una squadra che mostrava bel gioco, con un tifo cordiale e rispettoso e per questo ha sempre goduto di simpatie generalizzate.


Arsenal

Fu fondato nel 1886 da alcuni operai del Royal Arsenal, fabbrica militare situata a south east London. La sede della squadra fu spostata a north London con la costruzione della stadio ad Highbury. I tifosi dei Gunners sono tra i più appassionati di tutta la Gran Bretagna, complici la storia gloriosa del club e le tante rivalità succedutesi negli anni. L’Arsenal è la società più vincente della capitale vantando 13 titoli inglesi e 14 FA cup (record). Pur avendo conquistato fans in tutto il globo ha sempre avuto una certa difficoltà in campo internazionale riuscendo a conquistare solo una Coppa delle Coppe. Tra i suoi supporters si possono ritrovare tutte le realtà sociali arrivando addirittura a sua maestà Elisabetta. Il famoso romanzo autobiografico di Nick Hornby ‘Fever Pitch’ spiega perfettamente cosa voglia dire far parte della famiglia dei Gunners. Il tifoso dei Cannonieri non è mai assalito dalla noia, la sua vita è scandita da una continua sensazione di incompletezza, consapevole che il trionfo è solo l’attimo che precede il disastro. Dopo l’era Wenger la squadra fatica a trovare lo smalto di un tempo. Ma è questa la vita dei Gunners, attimi gloria e anni di sofferenza.


Barnet

Fondato nel 1888 da alcuni ex studenti del college prende il nome dal quartiere di north London in cui giocò le prime partite. Non è mai riuscito a distinguersi, affacciandosi solo sporadicamente ai campionati professionistici. Il loro soprannome è 'the Bees' (le api), come testimonia la loro maglia ambra e nera. Probabilmente questo appellativo deriva dal fatto che la zona in cui è stato fondato ad inizio 900 era famosa per l'apicoltura. Il loro stemma invece rappresenta un campo di battaglia, precisamente quello della 'Battle of Barnet', rivelatasi decisiva nella guerra delle due rose tra York e Lancaster del 1400.


Segue la prossima settimana la seconda parte.


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