AZZURRI: LE 10 MAGLIE PIÙ BELLE

Aggiornamento: 16 set 2020

La maglia azzurra ci ha uniti, da Aosta a Siracusa, come nient’altro nella nostra giovane storia. Nel giorno del ritorno in campo del nostro più grande amore ci regaliamo una carrellata nostalgica delle più belle maglie indossate dai nostri. Preparatevi ad una montagna russa emotiva.


Mondiali Italia 1934

(il grande Giuseppe Meazza)


La maglia della prima stella non poteva mancare, l'Italia si laurea campione del Mondo a Roma nel pieno del ventennio fascista con il fascio littorio sul petto e il collo a V tipico di inizio secolo. I ragazzi di Pozzo dopo una cavalcata inarrestabile sconfiggono in finale un'agguerritissima Cecoslovacchia favorita dai pronostici. Gli avversari infatti colpiscono tre pali e si portano in vantaggio al 71'; 10 minuti dopo però gli azzurri trovano il pari con Orsi, uno dei tre oriundi argentini in campo. La partita va ai supplementari e a metterci la parola fine ci pensa Angelo Schiavio. Dopo la rete l'attaccante bolognese perde anche i sensi per qualche secondo, sopraffatto dall'emozione e dal caldo afoso di quel giugno romano. Fu risvegliato dal suo compagno di reparto Meazza e da Pozzo, che dopo lo svantaggio aveva abbandonato la panchina avendo scelto di posizionarsi dietro la porta degli avversari per incitare meglio i suoi.


Mondiali Messico 1970

(Gigi Riva, detentore del record di goal in maglia azzurra con 35 reti)


L'elogio all'essenziale, alla pragmaticità e sostanza che da sempre contraddistinguono il calcio nostrano. L'azzurro e il tricolore, c'è qualcosa di più evocativo? Quella squadra fu eccezionale interprete di questa filosofia, vantando tra le proprie fila, oltre al leggendario Rombo di Tuono, Rivera, Facchetti, Mazzola, Boninsegna... El partido del siglo ne è testimone, solo ad un passo dall'eterna gloria la più grande Seleção di sempre potè fermarli.


Mondiali Spagna 1982

A guardarla non può che riaffiorare un moto d'orgoglio e commozione, lo stesso che divampò nell'animo di Marco Tardelli dopo il suo goal in finale. Il più grande capolavoro della storia del calcio azzurro, una meravigliosa ascesa dantesca dall'inferno al paradiso, dai 3 pareggi nel girone all'apoteosi della tripletta di Pablito contro un Brasile di fenomeni. Grazie Vecho, grazie ragazzi e grazie le Coq Sportif.


Mondiali USA 94

La Diadora ha colto in pieno lo stile estroso anni 90 sull'onda delle improbabili stampe onnipresenti nelle strade dello stivale. Fantasiosa quasi quanto quel 10 che illuminava gli stadi americani. Guardare questa maglia senza immaginarsi un codino e uno sguardo tormentato è impossibile.. Roby, le serpentine, la classe, i goal, un pallone alto, la disperazione. Ancora oggi non c'è altra spiegazione, può essere stato solo Ayrton ad intercedere per il suo amato popolo...


Europei Inghilterra 1996

La Nike firma questa particolare divisa con inserti dorati e colletto. La spedizione sarà sfortunata, gli azzurri perderanno la partita nel girone con la Repubblica Ceca e a nulla servirà prendere a pallate la Germania poi futura campione, il match si chiuderà 0-0. Saranno i Cechi a passare, grazie a un un rocambolesco pareggio per 3-3 contro la Russia.


Europei Belgio-Olanda 2000

(Vincenzo Montella consola il giovane Francesco Totti)


La seconda maglia bianca non aiuterà gli azzurri a trionfare sulla Francia campione del Mondo uscente. Un goal impossibile di Wiltord bucherà la mani di un Toldo fin lì perfetto a soli 30 secondi dalla fine, rinviando tutto al golden goal. Ci penserà Trezeguet a consegnare la coppa ai transalpini. Non proprio una divisa baciata dalla fortuna eppure quanto è bella? La linea aderente e il ritorno allo scudetto tricolore le donano un fascino immortale.


Mondiali Germania 2006


(Gianluigi Buffon, recordman di presenze con gli azzurri con 176 apparizioni)


La maglia per la finale del portierone azzurro è un capolavoro. Il dorato lascia presagire il trionfo finale e addirittura le criticatissime strisce laterali 'macchie di sudore' divengono opere d'arte. Un kit leggendario che rimane negli occhi di tutti soprattutto per quella parata eccezionale sull'inzuccata a colpo sicuro di Zidane. Il cielo è azzurro sopra Berlino.


Europei Polonia-Ucraina 2012

Questa divisa away molto elegante non è stata mai utilizzata dalla nazionale nel corso dell'europeo 2012. Un torneo continentale che ha saputo regalare momenti indimenticabili: il cucchiaio di Pirlo ad Hart, la doppietta di Balotelli alla Germania, le giocate magiche di Fantantonio. Purtroppo le furie rosse si riveleranno ancora una volta troppo forti.


Mondiali Brasile 2014

Una maglia meravigliosa che avrebbe meritato più fortuna. Una squadra che parte benissimo contro gli Inglesi e repentinamente si inabissa. Un mondiale da dimenticare, ma una divisa che rimarrà nella storia.


Qualificazione Europei 2020

Ha smosso pareri contrastanti, c'è chi ha gridato al capolavoro e chi all'orrore, certo è che porta una ventata di novità assoluta. O meglio, il colore verde è già stato indossato dagli azzurri nel '54 in una vittoria contro l'Argentina. Dopo questo match sarà il colore distintivo delle nazionali giovanili, difatti Puma l'ha presentata come un omaggio alla nuova generazione di talenti alla corte di Mancini. Il disegno è ispirato ai tessuti e alle fantasie Rinascimentali, quello stesso Rinascimento di cui abbiamo incredibilmente bisogno.

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